STORIA \ Curiosità
Curiosità

Comune: Mirabello Monferrato

Provincia: Alessandria.

Area storica: Basso Monferrato.

Abitanti: 1355 (censimento 1991); 1383 (dati comunali 1999).

Estensione: 1347 ha (ISTAT); 1327 (SITA).

Confini: a nord Occimiano, a nord-est Giarole, a est Valenza e San Salvatore Monferrato, a sud Lu, a ovest Conzano.

Frazioni: le fonti ISTAT non segnalano altri centri abitati nel territorio comunale, all’infuori di Mirabello.

Toponimo storico: «Mirabellum», attestato in un diploma dell’imperatore Enrico IV risalente al 1069 (Settia 1983, p. 72). Sono inoltre documentate le varianti «Mirabel» (1178) e «Mirabell» (1224) (Gasca Queirazza 1997, p. 397).

 Diocesi: Vercelli fino alla costituzione della diocesi di Casale nel 1474, quando entrò a far parte della nuova circoscrizione.

 Pieve: San Giovanni (originariamente San Pietro) di Mediliano (Lu) (ARMO, XVIII, p. 36; XXXIV, p. 108; CIX, p. 235).

 Altre presenze ecclesiastiche: l’estimo del 1299 e l’elenco dei benefici della diocesi compilato nel 1440 riportano una sola chiesa a Mirabello, intitolata a San Vincenzo. Le «rationes decimarum» del 1348 e del 1360 menzionano inoltre una chiesa dedicata a San Giorgio (ARMO, XVIII, p. 36; XXXIV, p. 109; CIX, p. 235; Cognasso 1929, p. 223). La parrocchia di età moderna è dedicata ai Santi Vincenzo e Nicola, con titolo di prevostura. Buona parte del suo patrimonio fondiario (34 dei 60 moggia di Monferrato posseduti nel XVIII secolo) si è costituita prima del XVII secolo. Alla metà del successivo, può contare su 300 lire piemontesi di reddito annuo. Accanto alla parrocchia si segnala la chiesa di San Sebastiano, con una piccola dotazione che negli anni Venti del secolo XVIII appare costituita in tempi abbastanza recenti. A quest’epoca risultano esistenti diverse associazioni devozionali: la Compagnia degli Angeli, la Compagnia del Rosario, la Compagnia o Confraternita di San Michele, la Confraternita di San Sebastiano. Quest’ultima dispone del reddito annuo insolitamente elevato di 150 lire di Piemonte. L’istituizione dei principali benefici documentati per l’età moderna appare prevalentemente dovuta all’iniziativa dell’élite locale di estrazione non signorile. Il più cospicuo (400 lire annue di reddito) nel secolo XVIII figurava di patronato dei sindaci della comunità (AST, Camera dei conti, II archiviazione, Capo 26, m. 32, Monferrato, Province di Casale ed Acqui: memorie e stati concernenti la collettazione de’ beni ecclesiastici e luoghi pii [1728-1729]; m. 37, Relazione generale dell’operato dal Commendatore Petitti in dipendenza del Regio Editto delli 24 giugno 1728 concernente li beni posseduti dalli ecclesiastici e luoghi pii nel Ducato di Monferrato [1729], cc. 40v-43r; AST, Camera dei conti, II archiviazione, Capo 79, Statistica generale, m. 6, Relazione della Provincia di Casale [1753], tabb. 1-2 e testo corrispondente).


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